Brimonidina

Brimonidina

 

La brimonidina si usa per minimizzare la pressione intraoculare nelle persone affetti da glaucoma ad angolo aperto o da ipertensione oculare.

 

Che cos’è la brimonidina?

La brimonidina opera minimizzando la produzione di fluidi nell’occhio e la pressione intraoculare.

 

Come si prende la brimonidina?

La brimonidina si prende in forma di soluzione per utilizzo oftalmico.

 

Effetti collaterali della brimonidina

Tra gli eventuali effetti collaterali della brimonidina troviamo anche:

vista appannata

tosse

capogiri

sonnolenza

secchezza oculare

secchezza della bocca

incremento della lacrimazione

leggero bruciore o prurito all’occhio

naso chiuso o che cola

 

È fondamentale avvertire immediatamente un dottore in presenza di:

rash

orticaria

prurito

problemi respiratori

sensazione di oppressione al petto

gonfiore di bocca, viso, labbra o lingua

depressione

irritazione, gonfiore, male agli occhi

perdite dall’occhio

male o altri disturbi alle palpebre

battito cardiaco accelerato, rallentato o irregolare

febbre, brividi o dolore alla gola continui

sensibilità alla luce

senso di avere qualcosa nell’occhio fastidiosa o continuo

dolore alla di testa o capogiri forti o continui

fiato corto

disturbi alla vista

 

Controindicazioni e avvertenze

La brimonidina non si deve prendere prima dei due anni di età e in presenza di terapia con furazolidone o MAO inibitori

In presenza di assunzione di altri medicinali a utilizzo oftalmico per la diminuzione della pressione intraoculare è meglio aspettare almeno cinque minuti tra la loro somministrazione e quella di brimonidina.

 

Prima dell’assunzione è anche fondamentale avvertire il dottore:

di probabili allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a ogni altro medicinale, a cibi o ad altre sostanze

dei farmaci, dei fitoterapici e degli integratori presi, menzionando nello specifico digossina, medicinali per la pressione elevata, barbiturici, oppiacei, furazolidone, linezolid, MAO inibitori e antidepressivi triciclici

se si soffre (o si ha sofferto) di disturbi cardiaci, renali o epatici, depressione, disturbi circolatori o vascolari o pressione bassa

in presenza di traumi o infezioni all’occhio

in presenza di interventi chirurgici all’occhio programmati

in presenza di gravidanza o allattamento

 

La brimonidina può diminuire le capacità di guidare e di manovrare macchinari pericolosi. Questo effetto collaterale può aggravarsi consumando alcolici o certi medicinali.

È fondamentale avvertire dottori, chirurghi e dentisti dell’assunzione di brimonidina.

Brinzolamide

Brinzolamide

 

La brinzolamide si usa nella cura della pressione alta nell’occhio nelle persone affette da glaucoma ad angolo aperto o da ipertensione oculare.

 

Che cos’è la brinzolamide?

Si tratta di un inibitore dell’anidrasi carbonica. Oper minimizzando la produzione di fluidi nell’occhio, collaborando così a diminuire la pressione intraoculare.

 

Come si prende la brinzolamide?

La brinzolamide si assume in forma di soluzione ad utilizzo oftalmico, applicandola all’occhio come un collirio.

 

Effetti collaterali della brinzolamide

La brinzolamide può appannare la vista e provocare bruciore e pizzicore agli occhi.

 

Tra gli altri suoi eventuali effetti collaterali troviamo anche:

percezione di gusto amari, acidi o inusuali

disturbi, lacrimazione o secchezza degli occhi

perdite dagli occhi

senso di avere un corpo estraneo nell’occhio

dolore alla testa

infiammazione delle palpebre

gonfiore della cornea

 

È fondamentale recarsi immediatamente da un dottore in presenza di:

gonfiori a viso, gola, lingua o labbra

rash

prurito

orticaria

sensazione di oppressione o male al petto

male o prurito agli occhi

irritazioni alla palpebre

 

Controindicazioni e avvertenze

Prima di usare brinzolamide è meglio avvertire il dottore:

di allergie al principio attivo, ad altri medicinali (nello specifico a sulfonamidi), ad altre sostanze o a cibi

dei farmaci, dei fitoterapici e degli integratori presi

se si soffre (o si ha sofferto) di disturbi epatici o renali

se si usano lenti a contatto

in presenza di gravidanza o allattamento

 

La brinzolamide può alterare le capacità di guidare e manovrare macchinari pericolosi.

Buserelina

Buserelina

 

La buserelina si usa soprattutto nella terapia del tumore alla prostata metastatico.

 

Che cos’è la buserelina?

La buserelina arresta la produzione di testosterone da parte dei testicoli. In questa maniera può collaborare a minimizzare le misure del tumore alla prostata e arrestarne lo sviluppo.

 

Come si prende la buserelina?

Di solito la buserelina si assume tramite iniezioni sottocutanee durante i primi 7 giorni di cura, mentre a cominciare dall’ottavo giorno si deve prendere in forma di spray nasale.

 

Effetti collaterali della buserelina

Nei primi giorni della cura la buserelina può peggiorare i sintomi collegati al tumore.

Inoltre il medicinale può provocare:

irritazioni al naso (quando preso in forma di spray nasale)

vampate e sudorazioni

disturbi nella sfera sessuale

dolore alla testa

stanchezza

secchezza cutanea, rash lievi

capogiri

vista appannata

sonnolenza

 

Inoltre se presa per molto tempo (più di 6 mesi) la buserelina può provocare:

crescita di peso

perdita della forza muscolare

osteoporosi

mutamenti d’umore

disturbi di memoria

problemi di concentrazione

dolori muscolari e articolari

mammelle gonfie o sensibili

incremento del pericolo di patologie cardiache e diabete

 

È fondamentale recarsi immediatamente da un dottore in presenza di:

gonfiori a viso, gola, lingua o labbra

rash

prurito

orticaria

sensazione di oppressione o male al petto

 

 

 

Controindicazioni e avvertenze

Prima della cura con buserelina è meglio avvertire il dottore:

di allergie al principio attivo, ad altri medicinali, ad altre sostanze o a cibi

dei farmaci, dei fitoterapici e degli integratori presi

delle altre patologie e dei disturbi di salute di cui si soffre (o si ha sofferto)

Cabergolina

Cabergolina

 

La cabergolina si usa nella cura di problemi collegati a livelli alti di prolattina, sia se a provocarne l’incremento sono tumori dell’ipofisi sia se si tratta di disturbi dalle cause ignote.

 

Che cos’è la cabergolina?

La cabergolina opera fermando la secrezione di prolattina da parte dell’ipofisi.

 

Come si prende la cabergolina?

La cabergolina si prende per bocca.

 

Effetti collaterali della cabergolina

La cabergolina può provocare problemi del comportamento.

Tra gli altri suoi eventuali effetti collaterali troviamo anche:

costipazione

capogiri

dolore alla testa

indigestione

leggero dolore allo stomaco

nausea

stanchezza o debolezza

vomito

 

È fondamentale recarsi immediatamente da un dottore in presenza di:

gonfiori a viso, gola, lingua o labbra, mani, caviglie, gambe o piedi

rash

prurito

orticaria

sensazione di oppressione o male al petto

dolore alla schiena

alterazioni del comportamento o dell’umore

bruciori, intorpidimenti o pizzicori

confusione

minzione diminuita

svenimenti

allucinazioni

battito cardiaco irregolare

tosse continua

capogiri o senso di avere la testa leggera intensi o continui

intenso male o sensibilità allo stomaco

fiato corto

crescita di peso repentina e inspiegabile

disturbi alla vista

 

Controindicazioni e avvertenze

La cabergolina può non essere indicata in presenza di pressione elevata, disturbi alle valvole cardiache, problemi collegati a fibrosi e assunzione di butirrofenoni, metoclopramide, fenotiazine, tioxanteni o triptani.

Prima dell’assunzione è meglio avvertire il dottore:

di allergie al principio attivo, ad altri medicinali (nello specifico ai derivati dell’ergot), ad altre sostanze o a cibi

dei farmaci, dei fitoterapici e degli integratori presi, nello specifico macrolidi, butirrofenoni, metoclopramide, fenotiazine, tioxanteni e triptani e ogni prodotto che potrebbe minimizzare la pressione o provocare disturbi alle valvole cardiache

se si soffre (o si ha sofferto) di disturbi epatici o pressione elevata (anche in seguito a una gravidanza)

in presenza di gravidanza o allattamento

 

La cabergolina può alterare le capacità di guidare e manovrare macchinari pericolosi; questo effetto può aggravarsi consumando alcolici e anche certi farmaci. Alcolici, caldo, attività fisica e febbre possono anche peggiorare i capogiri provocati dalla cabergolina; per questo è fondamentale alzarsi lentamente, principalmente al mattino, e sedersi alle prime avvisaglie di giramenti di testa.

Carboplatino

Carboplatino

 

Il carboplatino si usa soprattutto nella terapia dei tumori all’ovaio.

 

Che cos’è il carboplatino?

Il carboplatino disturba lo sviluppo delle cellule tumorali alterando il loro DNA.

 

Come si prende il carboplatino?

Il carboplatino si assume tramite infusioni in vena.

 

Effetti collaterali del carboplatino?

Il carboplatino può provocare serie reazioni allergiche, soppressioni del midollo osseo e anemia. Può anche minimizzare la quantità delle piastrine e la capacità dell’organismo di ostacolare le infezioni.

 

Tra gli altri suoi eventuali effetti collaterali troviamo anche:

costipazione

diarrea

caduta dei capelli

perdita dell’appetito

nausea

male o disturbi allo stomaco

vomito

debolezza

 

È fondamentale avvertire immediatamente un dottore in presenza di:

rash

orticaria

prurito

problemi respiratori

sensazione di oppressione al petto

gonfiore di bocca, viso, labbra o lingua

alterazioni nella quantità di urina prodotta

tosse

urina scura

diminuzione dell’udito (o perdita)

febbre, brividi o dolore alla gola

arrossamento, gonfiore o male sulla zona di iniezione

intorpidimenti, pizzicori o male a livello di mani o piedi

male, irritazione o piaghe in bocca

acufeni

stanchezza o debolezza intensi o continui

lividi o emorragie

ittero

 

Controindicazioni e avvertenze

Il carboplatino può non essere indicato in presenza di disturbi al midollo osseo o problemi emorragici.

Prima della sua somministrazione è fondamentale avvertire il dottore:

di possibili allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a ogni altro medicinale, a cibi o ad altre sostanze, nello specifico al mannitolo e a composti che contengono platico (per esempio il cisplatino)

dei farmaci, dei fitoterapici e degli integratori presi, nello specifico antibiotici, anticoagulanti, idantoine e ogni farmaco che può ledere i reni

se si soffre (o si ha sofferto) di disturbi epatici o renali o bassi livelli di elettroliti nel sangue

in presenza di gravidanza o allattamento

 

Durante la terapia non si devono assolutamente fare dei vaccini vivi.

In più, le donne in età fertile devono usare efficaci metodi anticoncezionali.

Carbossimaltosio ferrico

Carbossimaltosio ferrico

 

Il carbossimaltosio ferrico si usa nella terapia dell’anemia da mancanza di ferro.

 

Che cos’è il carbossimaltosio ferrico?

Il carbossimaltosio ferrico opera facilitando a soddisfazione dei fabbisogni di ferro dell’organismo.

 

Come si prende il carbossimaltosio ferrico?

Il carbossimaltosio ferrico si assume tramite iniezioni.

 

Effetti collaterali del carbossimaltosio ferrico

Il carbossimaltosio ferrico può provocare serie reazioni allergiche.

 

Tra gli altri suoi eventuali effetti collaterali troviamo anche:

nausea

vomito

leggeri dolori, licidi o alterazioni del colore della cute sulla zona di iniezione

 

È fondamentale avvertire immediatamente un dottore in presenza di:

rash

orticaria

prurito

problemi respiratori

fiato corto

respiro sibilante

sensazione di oppressione o male al petto

gonfiore di bocca, viso, labbra o lingua

capogiri o senso di avere la testa leggera

svenimenti

battito cardiaco accelerato, rallentato o irregolare

febbre o brividi

vampate

male, arrossamenti o gonfiori alla zona di iniezione seri o continui

 

Controindicazioni e avvertenze

Il carbossimaltosio ferrico non è indicato in presenza di forme di anemia non provocate da mancanza di ferro e quando i livelli di ferro nel sangue sono alti.

Prima della terapia è fondamentale avvertire il dottore:

di probabili allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a ogni altro medicinale (nello specifico a prodotti a base di ferro da somministrare tramite infusione in vena), a cibi o ad altre sostanze

dei farmaci, dei fitoterapici e degli integratori presi, nello specifico prodotti a base di ferro da prendere per via orale

se si soffre (o si ha sofferto) di disturbi epatici, porfiria o talassemia

in presenza di trasfusioni di sangue multiple

in presenza di gravidanza o allattamento

Il carbossimaltosio ferrico può compromettere le capacità di guidare o di manovrare macchinari pericolosi; questo effetto collaterale può aggravarsi consumando alcolici e certi medicinali. Inoltre può provocare pericolosi capogiri quando ci si alza; per questo è fondamentale prestare attenzione quando si passa da posizione sdraiata a posizione seduta o da quest’ultima alla posizione eretta e sedersi o sdraiarsi alle prime avvisaglie di giramenti di testa.

Cloralio idrato

Cloralio idrato

 

Il Cloralio idrato si usa per curare i problemi del sonno. Si utilizza anche nella cura dei sintomi dell’astinenza da alcol o nella loro prevenzione. Si può usare come sedativo prima di certe terapie o per minimizzare l’ansia collegata a cure o ad astinenza da numerose sostanze che danno dipendenza.

 

Che cos’è il Cloralio idrato?

Si tratta di un sedativo ipnotico che opera facendo diminuire l’attività del sistema nervoso centrale, provocando sonnolenza e facilitando così il sonno.

 

Come si prende il Cloralio idrato?

Di solito il cloralio idrato si assume per bocca.

 

Effetti collaterali del Cloralio idrato

Tra gli eventuali effetti collaterali del cloralio idrato troviamo anche:

diarrea

capogiri

sonnolenza

gas

nausea

sapore cattivo in bocca

disturbi di stomaco

 

È meglio avvertire immediatamente un dottore in presenza di:

rash

orticaria

prurito

problemi respiratori

sensazioneo di oppressione al petto

gonfiore di bocca, viso, labbra o lingua

disorientamento

vomito

 

Controindicazioni e avvertenze

Il Cloralio idrato non si può usare in caso di certi problemi renali, epatici o cardiaci o di seria infiammazione gastrica. Il suo utilizzo non è indicato neanche in presenza di assunzione di dofetilide, antistaminici o sodio oxibato.

Il Cloralio idrato può alterare le capacità di guidare e di manovrare macchinari pericolosi, principalmente se presa in combinazione ad alcol o altri farmaci. Inoltre, può dare dipendenza.

Prima di prenderlo è fondamentale avvertire il dottore:

di allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti o ad altri medicinali o cibi

dei farmaci, dei fitoterapici e degli integratori presi, menzionando nello specifico arsenico, cisapride, dofetilide, antistaminici, barbiturici, paraldeide, sodio oxibato, diuretici e anticoagulanti

se si soffre (o si ha sofferto) di infiammazioni dell’esofago, ulcere, patologie del sangue, depressione o disturbi renali, epatici o cardiaci

in presenza di pensieri suicidi (anche in passato)

in presenza di abuso di sostanze e dipendenze (anche in passato)

se si ha in programma un intervento chirurgico agli occhi

nell’eventualità di gravidanza o allattamento

Durante la cura è meglio evitare di consumare alcolici o farmaci che provocano sonnolenza, per esempio sedativi o tranquillanti.

 

Clorazepato

Clorazepato

 

Il Clorazepato si usa nella terapia dell’ansia, di certe forme di convulsioni e dei sintomi dell’astinenza da alcolici.

 

Che cos’è il Clorazepato?

Si tratta di una benzodiazepina. Opera frenando la velocità di movimento di certe molecole nel cervello, minimizzando così l’ansia e provocando, in certi casi, sonnolenza.

 

Come si prende il Clorazepato?

Il Clorazepato si assume per bocca, di solito in forma di pastiglie.

 

Effetti collaterali del Clorazepato

Tra gli eventuali effetti collaterali del clorazepato troviamo anche:

vista appannata

problemi di coordinazione

confusione

capogiri

sonnolenza

secchezza della bocca

dolore alla testa

senso di avere la testa leggera

nervosismo

disturbi di stomaco

instabilità

debolezza inusuale

 

È meglio avvertire immediatamente un dottore in preenza di:

rash

orticaria

prurito

disturbi respiratori

sensazione di oppressione al petto

gonfiore di bocca, viso, labbra o lingua

minzione diminuita o diminuzione della quantità di urine prodotte

vista doppia

alterazioni o disturbi d’umore

nuove convulsioni o peggioramento di quelle preesistenti

problemi a parlare

pensieri suicidi o tentativi di suicidio

tremori

insonnia

 

Avvertenze

Il Clorazepato non si deve prendere in presenza di glaucoma ad angolo stretto o di seri disturbi epatici. Inoltre non è indicato in presenza di assunzione di sodio oxibato.

Il Clorazepato può alterare le capacità di guidare e di manovrare macchinari pericolosi, principalmente quando preso in combinazione con alcolici o altri farmaci che possono provocare sonnolenza. Inoltre può dare dipendenza o tolleranza, principalmente quando preso per lunghi periodi o in dosi elevate; per questo è meglio rispettare la prescrizione del dottore e non smettere repentinamente l’assunzione, pena i sintomi di una vera e propria astinenza.

Prima di cominciare a prendere clorazepato è fondamentale avvertire il dottore:

di allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti o ad altri medicinali o cibi

dei farmaci, dei fitoterapici e degli integratori presi, menzionando nello specifico idantoine, rifampicina, cimetidina, clozapina, disulfiram, inibitori della proteasi dell’HIV, contraccettivi ormonali, metadone, nefazodone, omeprazolo, sodio oxibato o acido valproico

se si soffre (o si ha sofferto) di glaucoma, disturbi epatici o renali, convulsioni, disturbi muscolari, patologie del sangue o polmonari, problemi psichiatrici o dell’umore o psicosi

in presenza di pensieri suicidi

in presenza di abuso o dipendenza da alcolici o di sostanze (anche in passato)

nell’eventualità di gravidanza o allattamento

Clorpropramide

Clorpropramide

 

La Clorprompramide si usa per gestire il diabete di tipo 2 nelle persone che non riescono a tenere sotto controllo il livelli di zuccheri nel sangue tramite la combinazione di dieta e attività fisica. Deve ugualmente venire presa dentro a un programma di alimentazione ed esercizio idoneo.

 

Che cos’è la Clorpropramide?

Si tratta di un antidiabetico che opera facilitando il rilascio di insulina da parte del pancreas. In questa maniera favorisce la riduzione dei livelli di zuccheri nel sangue.

 

Come si prende la Clorpropramide?

La Clorpropramide si prende per bocca in forma di pastiglie. Si può prendere da sola o combinata con altri medicinali antidiabetici.

 

Effetti collaterali della Clorpropramide

La Clorpropramide può condurre a ipoglicemia, principalmente dopo attività fisica prolungata, se si consumano alcolici o se non si fanno tutti i pasti. Inoltre può accrescere il pericolo di morte a ragione di patologie cardiache e accrescere la sensibilità della cute al sole.

 

Tra gli altri suoi eventuali effetti collaterali troviamo anche:

capogiri

dolore alla testa

nausea

 

È meglio avvertire immediatamente un dottore in presenza di:

rash

orticaria

prurito

problemi respiratori

sensazione di oppressione al petto

gonfiore di bocca, viso, labbra o lingua

stato confusionale

urine scure

febbre, brividi o dolore alla gola continuo

battito cardiaco irregolare

ipoglicemia (ansia, sonnolenza, battito cardiaco irregolare, senso di svenimento, capogiri o dolore alla testa gravi o continui, tremori, sudorazione inusuale, debolezza)

disturbi alla vista gravi o continui

lividi o emorragie

stanchezza o debolezza eccessive

ittero

 

Controindicazioni e avvertenze

La Clorpropramide non si deve prendere in presenza di chetoacidosi diabetica o coma diabetico, di diabete di tipo 1, acidosi o ustioni moderate-gravi o seri probldisturbiemi epatici, renali, tiroidei o endocrinologici.

La Clorpropramide può alterare le capacità di guidare e di manovrare macchinari pericolosi, principalmente se presa in combinazione ad alcolici o altri farmaci che possono provocare sonnolenza. Inoltre prenderlo contemporaneamente degli alcolici accresce il pericolo di ipoglicemia.

Prima di cominciare a prendere clorpropramide è fondamentale avvertire il dottore:

di allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti o ad altri medicinali (nello specifico ai sulfamidici, al celecoxib, ai diuretici, alla glipizide, al probenecid, al sulfametoxazolo, al valdecoxib o alla zonisamide) o cibi

dei farmaci, dei fitoterapici e degli integratori presi, menzionando nello specifico betabloccanti, ACE inibitori, anticoagulanti, antifungini azolicim cloramfenicolo, clofibrato, fenfluramina, insulina, MAO inibitori, Fans, fenilbutazopne, probenecid, chinoloni, salicilati, sulfamidici, acidificanti delle urine, calcio antagonisti, corticosteroidi, decongestionanti, diazossido, diuretici, estrogeni, anticoncezionali ormonali, isoniazide, niacina, fenotiazione, fenitoina, rifamicine, simpatomimetici, medicinali per la tiroide, gemfibrozil e barbiturici

se si soffre (o si ha sofferto) di disturbi epatici, renali, gastrointestinali, alla tiroide o al cuore, febbre elevata, serie infezioni o diarrea, livelli alti di acidi nel sangue, seri traumi, disturbi ematici o ormonali, bassi livelli di sodio nel sangue, mancanza di G6PDH o sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (ADH)

se si consumano alcolici

se si ha in programma un intervento chirurgico

in presenza di gravidanza o allattamento

È meglio avvertire dottori, dentisti e chirurghi che si assume clorpropramide.

Clortalidone

Clortalidone

 

Il Clortalidone si usa nella cura della pressione elevata. In combinazione con altri medicinali si può utilizzare anche per curare la ritenzione idrica provocata dai medicinali o da disturbi come lo scompenso cardiaco o problemi renali o epatici.

 

Che cos’è il Clortalidone?

Il Clortalidone opera accrescendo l’eliminazione di sodio e potassio tramite le urine. In questa maniera favorisce l’eliminazione di quantità maggiori di acqua.

 

Come si prende il Clortalidone?

Il Clortalidone si prende per bocca in forma di pastiglie.

Qualche volte alla sua prescrizione viene abbinata quella di un integratore di potassio.

 

Effetti collaterali del Clortalidone

Il Clortalidone può accrescere la sensibilità della cute al sole. Tra gli altri suoi eventuali effetti collaterali troviamo anche:

costipazione

capogiri

dolore alla testa

senso di avere la testa leggera, principalmente quando ci si alza o si sta in piedi

 

È meglio avvertire immediatamente un dottore in presenza di:

rash

orticaria

prurito

problemi respiratori

sensazione di oppressione al petto

gonfiore di bocca, viso, labbra o lingua

sonnolenza

secchezza della bocca

impotenza

infiammazione del pancreas

dolori o crampi muscolari

nausea

battito cardiaco accelerato o irregolare

irrequietezza

sete inusuale

stanchezza o debolezza inusuali

vomito

ittero

 

Controindicazioni e avvertenze

Il Clortalidone non si deve prendere nell’eventualità in cui non si riesca ad urinare.

La terapia può alterare le capacità di guidare e di manovrare macchinari pericolosi, principalmente se il clortalidone si prende in combinazione con alcolici o altri farmaci. Inoltre i capogiri collegati alla sua assunzione possono aggravarasi con alte temperature, l’attività fisica e la febbre.

Prima di cominciare a prendere clortalidone è fondamentale avvertire sempre il dottore:

di allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti o ad altri medicinali (nello specifico ai tiazidici o ai sulfamidici) o cibi

dei farmaci, dei fitoterapici e degli integratori presi, menzionando nello specifico diazossido, glicosidi della digitale, ketanserina o litio

se si soffre (o si ha sofferto) di gotta, bassi livelli ematici di sodio o potassio, patologie renali, lupus, allergie o asma bronchiale

in presenza di gravidanza o allattamento

Dabrafenib

Dabrafenib

 

Il drabafenib si usa nella terapia del melanoma.

 

Che cos’è il dabrafenib?

Il dabrafenib opera frenando l’attività di certi enzimi che possono incitare la propagazione delle cellule tumorali.

 

Come si prende il dabrafenib?

Il dabrafenib si assume per bocca, da solo o anche combinato con il trametinib.

Deve essere preso a stomaco vuoto, con un bicchiere d’acqua, almeno un’ora prima o due ore dopo un pasto.

 

Effetti collaterali del dabrafenib

Il dabrafenib può far diminuire l’efficacia degli anticoncezionali ormonali. Inoltre può accrescere il pericolo di sviluppare certe forme tumorali, di serie emorragie o trombi (principalmente se preso insieme al trametinib), di gravi disturbi cardiaci e alla vista e di febbre elevata collegata a pressione bassa, capogiri o disturbi renali. Infine, il dabrafenib può far crescere gli zuccheri nel sangue.

 

Tra gli altri suoi eventuali effetti collaterali troviamo anche:

dolore alla schiena

costipazione

tosse

diminuzione dell’appetito

diarrea

caduta dei capelli

dolore alla testa

mali muscolari o articolari

leggero dolore di stomaco

nausea

sudorazioni notturne

irritazione a naso o gola

ispessimenti della cute

stanchezza

vomito

 

È fondamentale avvertire immediatamente un dottore in presenza di:

rash (anche se simile ad acne)

orticaria

prurito

problemi respiratori

sensazione di oppressione al petto

gonfiore di bocca, viso, labbra o lingua

sanguinamenti gengivali, dal naso, dagli occhi, dal retto o dalla vagina

sangue nelle urine

cute arrossata, gonfia, con vesciche o che si desquama

intensi dolori alla schiena o allo stomaco, collegati o meno a nausea o vomito

pizzicore, male, arrossamenti o gonfiore dei palmi delle mani o delle piante dei piedi

stanchezza o debolezza inusuali

ittero

 

Controindicazioni e avvertenze

In presenza di assunzione di antiacidi è meglio domandare al dottore o al farmacista cosa fare.

Prima di prenderlo è fondamentale avvertire il dottore:

di possibili allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a ogni altro medicinale, a cibi o ad altre sostanze

dei farmaci, dei fitoterapici e degli integratori presi, menzionando nello specifico claritromicina, gemfibrozil, ketoconazolo, nefazodone, ritonavir, carbamazepina, H2 antagonisti, idantoine, fenobarbital, PPI, rifamicine, iperico, dexametasone, anticoncezionali ormonali, midazolam e warfarin

se si soffre (o si ha sofferto) di problemi emorragici, trombi, disturbi cardiaci, iperglicemia o diabete, problemi epatici o renali, disturbi alla vista, mancanza di G6PDH o disturbi alla cute

in presenza di esposizione cronica al sole

in presenza di interventi chirurgici o procedure dentistiche programmati

in presenza di gravidanza o allattamento

 

È fondamentale avvertire dottori, chirurghi e dentisti dell’assunzione di dabrafenib.

Durante la terapia e per qualche settimana dopo averlo interrotto, le donne in età fertile devono usare metodi contraccettivi efficienti. È sempre meglio domandare consiglio a questo riguardo al proprio dottore.

Darbepoetina alfa

Darbepoetina alfa

 

La darpepoetina alfa si usa soprattutto nella terapia dell’anemia in persone con scompenso cronico renale e con certe tipologie di tumore.

 

Che cos’è la darbapoetina alfa?

La darbepoetina alfa opera incitando la creazione di globuli rossi nel midollo osseo.

 

Come si prende la darbapoetina alfa?

La darbepoetina alfa si assume tramite iniezioni sottocutanee o infusioni in vena.

 

Effetti collaterali della darbapoetina alfa

L’assunzione di darbepoetina alfa si può collegare a seri effetti collaterali a livello cardiovascolare.

Di solito, il pericolo di effetti collaterali è più alto in presenza di assunzione di dosi alte del medicinale.

Tra gli altri suoi eventuali effetti collaterali troviamo anche:

costipazione

tosse

diarrea

capogiri

dolore alla testa

mali muscolari, articolari, alla schiena o allo stomaco

nausea

vomito

male, gonfiore, irritazione, arrossamenti o lividi sulla zona di iniezione

stanchezza o debolezza

 

È fondamentale avvertire immediatamente un dottore in presenza di:

rash

orticaria

prurito

problemi respiratori

sensazione di oppressione o male al petto

gonfiore di bocca, viso, labbra o lingua

disturbi alla vista

confusione

svenimenti

battito cardiaco accelerato o irregolare

sintomi simil influenzali

debolezza a una parte del corpo

arrossamenti, sensibilità o gonfiore ai polpacci

convulsioni

diarrea intensa, capogiri, dolore alla testa, dolore allo stomaco o vomito

debolezza o stanchezza intensi o continui

problemi a parlare

male o intorpidimento repentino di un braccio o una gamba

improvviso fiato corto

gonfiore di braccia o gambe

 

Controindicazioni e avvertenze

La darbepoetina alfa può non essere indicata in presenza di pressione molto elevata o in caso di certi disturbi ai globuli rossi.

Prima della somministrazione è fondamentale avvertire il dottore:

di possibili allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a ogni altro medicinale, a cibi o altre sostanze

dei farmaci, dei fitoterapici e degli integratori presi

se si soffre (o si ha sofferto) di bassi livelli ematici di vitamine del gruppo B o acido folico, patologie del sangue, pressione elevata, disturbi cardiaci, sangue nelle feci, convulsioni, cancro, disturbi al midollo osseo o patologie infiammatorie

in presenza di traumi o infezioni recenti

in presenza di gravidanza o allattamento

La darbepoetina alfa può minimizzare le capacità di guidare o di manovrare macchinari pericolosi. Questo effetto collaterale può aggravarsi consumando alcolici e certi farmaci.

Prima che la terapia dia risultati possono dover passare da 2 a 6 settimane. Nell’eventualità in cui non si vedano miglioramenti o che le condizioni di salute peggiorino è meglio avvertire il proprio dottore.

Diazossido

Diazossido

 

Il Diazossido si usa nella terapia delle condizioni in cui il livello di zuccheri nel sangue è troppo basso.

 

Che cos’è il Diazossido?

Il Diazossido opera fermando il rilascio di insulina dal pancreas, facilitando così la crescita dei livelli di glucosio nel sangue.

 

Come si prende il Diazossido?

Il Diazossido si può assumere per bocca (di solito in forma di capsule o sospensioni) o tramite iniezione in vena.

 

Effetti collaterali del Diazossido?

Tra gli eventuali effetti collaterali del diazossido troviamo anche:

diarrea

incremento della crescita dei peli

dolore alla testa

perdita dell’appetito

nausea

debolezza

 

È meglio avvertire immediatamente un dottore in presenza di:

rash

orticaria

prurito

problemi respiratori

sensazione di oppressione al petto

gonfiore di bocca, viso, labbra o lingua

sonnolenza eccessiva

fame o sete eccessive

battito cardiaco accelerato o irregolare

minzione frequente

alito che sa di frutta

repentina crescita di peso

sudorazioni

gonfiore a piedi o caviglie

 

Controindicazioni e avvertenze

Il Diazossido è controindicato in presenza di ipoglicemia funzionale.

Prima di prenderlo è fondamentale avvertire il dottore:

di allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti o ad altri medicinali (nello specifico a tiazidi) o cibi

dei farmaci, dei fitoterapici e degli integratori presi, menzionando nello specifico idantoine, sulfoniluree o diuretici

se si soffre (o si ha sofferto) di disturbi cardiaci o renali, bassi livelli di potassio nel sangue, pressione elevata o aneurismi

nel caso di gravidanza o allattamento

Durante la terapia è fondamentale rispettare le indicazioni del dottore per quanto riguarda l’alimentazione.

Eltrombopag

Eltrombopag

 

Si prescrive per ridurre il rischio di emorragie in soggetti affetti da trombocitopenia immune cronica che non rispondono ad altri trattamenti o non possono comunque assumerli.

Può essere altresì usato per incrementare il numero di piastrine in caso di epatite C al fine di prolungare i trattamenti a base di interferone e ribavirina.

 

Che cos’è l’eltrombopag?

E’ un agonista del recettore della trombopoietina, che è un ormone prodotto da reni e fegato coinvolto nella sintesi e nella maturazione delle piastrine. Esso esplica la sua azione promuovendo la produzione di piastrine a livello del midollo osseo.

 

Come si assume l’eltrombopag?

Si somministra sotto forma di compresse. Solitamente si assume una volta al giorno, a stomaco vuoto, almeno un’ora prima o due ore dopo i pasti.

È probabile che il curante prescriva un dosaggio iniziale basso per poi variarlo in base alla risposta al trattamento.

 

Effetti collaterali dell’ eltrombopag

Può far aumentare eccessivamente i livelli di piastrine e può inoltre incrementare il rischio di sviluppare una cataratta o che una cataratta preesistente peggiori.

In caso di epatite C, la sua assunzione può aumentare i rischi per il fegato.

 

Fra gli altri suoi possibili effetti indesiderati sono inclusi:

dolori muscolari o alla schiena

intorpidimento, bruciore o pizzicore a mani o piedi

sintomi simil-influenzali

stato di debolezza

calo dell’appetito

male alla gola o alla bocca

stato d’insonnia

perdita dei capelli

minzione difficoltosa, urgente o dolorosa

gonfiore a caviglie, piedi o polpacci

 

È importante rivolgersi subito ad un medico in caso di:

dolore (quando si respira profondamente)

dolori a braccia, collo, mascella o stomaco

sudori freddi

sensazione di testa leggera

difficoltà a parlare

svenimenti o capogiri

debolezza o intorpidimento ad un braccio o ad una gamba

male allo stomaco

rash

orticaria

prurito

difficoltà a respirare o problemi ai polmoni

senso di pesantezza o oppressione al petto

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

gonfiore, dolore, sensibilità, surriscaldamento o arrossamenti di una gamba

fiato corto

sangue nell’espettorato

respiro o battito accelerati

senso di nausea

conati di vomito

scariche di diarrea

problemi alla vista

 

Controindicazioni e avvertenze

Deve essere assunto almeno quattro ore prima o quattro ore dopo cibi o bevande che contengano calcio, antiacidi a base di calcio, alluminio o magnesio e supplementi contenenti calcio, ferro, zinco o selenio.

Prima della cura è importante informare il medico:

circa la presenza di di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco, ad alimenti o ad altre sostanze

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato (in particolare anticoagulanti, bosentan, mitoxantrone, repaglinide, rifampicina, sulfasalazina, statine, ezetimibe, gliburide, imatinib, irinotecano, olmesartan, lapatinib, metotressato, e valsartan)

se si soffre (o si è sofferto nel pregresso) di disturbi epatici, renali, polmonari o respiratori, problemi alla vista, agli occhi o alla pelle, problemi cardiaci, pressione alta, iperglicemia o diabete, in caso di esposizione a lungo termine al sole

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

 

È sempre importante informare medici, chirurghi e dentisti dell’assunzione di eltrombopag.

Durante il trattamento è consigliabile evitare attività associabili al rischio di emorragie o traumi.

Enoxaparina

Enoxaparina

 

Si utilizza – in presenza di alcune malattie o in associazione ad interventi chirurgici – al fine di prevenire la formazione di coaguli di sangue.

Può altresì essere assunta in combinazione con altri medicinali per prevenire alcune complicazioni dell’infarto o dell’angina.

Infine, in alcuni casi l’enoxaparina viene prescritta per ridurre il rischio di infarto ricorrente.

 

Che cos’è l’enoxaparina?

E’ un’eparina a basso peso molecolare che esplica la sua azione bloccando la formazione di coaguli di sangue.

 

Come si assume l’enoxaparina?

Viene somministrata mediante iniezioni.

 

Effetti collaterali dell’enoxaparina?

Può ridurre il numero delle piastrine e influenzare i risultati di alcune analisi di laboratorio.

 

Fra gli altri suoi possibili effetti indesiderati sono inclusi:

scariche di diarrea

arrossamenti, emorragie, lievi dolori, irritazione, gonfiore, o lividi al punto di iniezione

senso di nausea

 

È importante contattare subito un medico in caso di:

rash

orticaria

prurito

difficoltà a respirare

senso di pesantezza o oppressione al petto

pallore

urine rosa o rosse

capogiri, stanchezza o debolezza gravi o persistenti

gonfiore

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

feci scure o sangue nelle feci

stato di confusione

difficoltà a deambulare

svenimenti

stato febbrile

pizzicore e intorpidimenti (soprattutto a livello di gambe e piedi)

debolezza a livello muscolare

lividi ed emorragie

vomito che assomiglia a caffè

 

Controindicazioni e avvertenze

Può essere controindicata in caso di: assunzione di salicilati o Fans, piastrine basse in presenza di anticorpi antipiastrine, pressione alta e emorragie

 

Prima della somministrazione è importante rendere edotto il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco, ad alimenti o ad altre sostanze, in particolare all’eparina, all’alcol benzilico o ai prodotti derivati dal maiale

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato (in particolare proteina C attivata, anticoagulanti, cefalosporine e penicilline iniettabili, Fans, inibitori delle piastrine, destrano, dipiridamolo, inibitori diretti del fattore Xa, inibitori diretti della trombina, salicilati, sulfinpirazone, trombolitici e nitrati)

se si soffre (o si è sofferto in pregresso) di malattie del sangue, malattia di von Willebrand, piastrine basse, problemi renali, epatici o gastrointestinali, problemi alla vista causati dal diabete, infezioni batteriche del cuore, pressione alta e disturbi emorragici

in caso di emorragie conseguenti all’assunzione di eparina

della presenza di valvole cardiache artificiali

in presenza di un catetere epidurale

in caso di iniezioni a livello spinale

in caso di recente parto

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

se si pesa poco

in caso di ictus

in caso di interventi chirurgici al cervello, alla spina dorsale o agli occhi (recenti o programmati)

 

È importante far sapere a medici, chirurghi e dentisti dell’assunzione di enoxaparina.

Etosuccimide

Etosuccimide

 

Si utilizza per controllare le convulsioni associate al cosiddetto “piccolo male” (una crisi epilettica caratterizzata da una breve perdita di conoscenza).

 

Che cos’è l’etosuccimide?

L’etosuccimide è un anticonvulsivante che agisce sul cervello riducendo l’attività elettrica anomala che porta alla comparsa delle convulsioni.

 

Come si assume l’etosuccimide?

Si somministra via bocca, in genere sotto forma di capsule o di sciroppo.

Di solito il medico prescrive un dosaggio iniziale basso per poi aumentarlo in caso di necessità.

 

Effetti collaterali dell’etosuccimide

La sua assunzione può essere associata all’aumento del rischio di istinti suicidi.

 

Fra gli altri suoi possibili effetti indesiderati sono inclusi:

senso di nausea

conati di vomito

scariche di diarrea

sensazione di sonnolenza

mal di testa

improvvisi risvegli con sensazione di spavento

difficoltà di concentrazione

crescita di peli superflui

miopia

emorragie a livello vaginale

dolori o crampi allo stomaco

calo dell’appetito

aumento di peso corporeo

lingua gonfia

problemi alle gengive

singhiozzo

 

È importante contattare immediatamente un medico in caso di:

rash (soprattutto se pruriginoso e in volto)

mal di gola, febbre, brividi e altri sintomi di un’infezione in corso

gonfiore

dolore a livello articolare o muscolare

febbre dalla causa sconosciuta

vesciche

orticaria

difficoltà a respirare

senso di pesantezza o oppressione o dolore al petto

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

 

Controindicazioni e avvertenze

L’etosuccimide può compromettere la capacità di guida e di manovra di macchinari pericolosi.

Prima di assumerla è importante rendere edotto il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco, ad alimenti o ad altre sostanze

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato, citando in particolare antidolorifici, sedativi, antidepressivi, farmaci per dormire e tranquillanti

se si soffre (o si è sofferto in pregresso) di malattie mentali, epatiche o renali

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

È importante rendere edotti medici, chirurghi e dentisti dell’assunzione di etosuccimide.

 

Etravirina

Etravirina

 

Si utilizza nel trattare l’infezione da HIV al fine di ridurre il rischio che evolva in AIDS o che compaiano altre malattie il cui sviluppo è promosso dalla presenza del virus (ad esempio gravi infezioni o tumori).

 

Che cos’è l’etravirina?

E’ un inibitore dell’enzima trascrittasi inversa dell’HIV-1. La sua azione si esplica nel bloccare la sintesi del materiale genetico del virus, riducendo pertanto la quantità del microbo nel sangue.

 

Come si assume l’etravirina?

Si somministra via bocca sotto forma di compresse da assumere – di solito dopo i pasti – in combinazione con altri medicinali.

Effetti collaterali dell’etravirina

La sua assunzione può aumentare il grasso corporeo o portare a un suo accumulo in zone insolite (quali, ad esempio, il collo o la parte alta della schiena). Durante il trattamento è anche possibile che si osservi una riduzione del grasso sugli arti e sul volto.

 

Fra gli altri suoi possibili effetti indesiderati si possono includere:

senso di nausea

conati di vomito

dolori a livello addominale

scariche di diarrea

mal di testa

pressione in aumento

dolore, bruciore, intorpidimenti o pizzicore a mani o piedi

 

È importante rivolgersi subito ad un medico in caso di:

rash

orticaria

difficoltà a respirare

senso di pesantezza o oppressione o dolore al petto

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

arrossamenti o gonfiore degli occhi

mal di gola, tosse, febbre, brividi o altri sintomi di un’infezione in corso

sensazione di generale malessere

senso di stanchezza

dolori a livello articolare o muscolare

ittero

urina scura

arrossamenti, protuberanze o vesciche sulla pelle o in bocca

feci chiare

dolore alla parte alta destra dello stomaco

scomparsa dell’appetito

 

Controindicazioni e avvertenze

E’ controindicata durante l’allattamento.

Durante il trattamento non si dovrebbe inoltre consumare pompelmo nè bere il suo succo.

 

Prima di assumerla è importante rendere edotto il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco, ad alimenti o ad altre sostanze

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti (citando in particolare altri farmaci contro l’HIV, anticoagulanti, antiaritmici, antifungini, metadone, rifabutina, rifampicina, anticonvulsivanti, claritromicina, statine, clopidogrel, diazepam, dexametasone, farmaci immunosoppressori, medicinali contro la disfunzione erettile, rifapentina e iperico)

se si soffre (o si è sofferto in pregresso) di malattie al fegato

in caso di gravidanza o allattamento

 

In occasione di esami di laboratorio, è opportuno informare i medici dell’assunzione di etravirina.

Exubera

Exubera

 

S’impiega nel trattamento del diabete di tipo 1 e del diabete di tipo 2.

 

Che cos’è l’exubera?

E’ una forma di insulina umana ad azione rapida che esplica la sua azione promuovendo la riduzione dei livelli di glucosio nel sangue.

 

Come si assume l’exubera?

Viene somministrata a mezzo di inalazione attraverso la bocca.

 

Effetti collaterali dell’exubera

Il trattamento a base di exubera può associarsi a ipoglicemia.

 

Fra gli altri suoi possibili effetti indesiderati sono inclusi:

tosse

male alla gola

naso chiuso o che cola

fauci secche

male all’orecchio

 

È importante ricorrere subito alle cure di un medico in caso di:

rash

orticaria

prurito

difficoltà a respirare

senso di pesantezza o oppressione al petto

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

 

Controindicazioni e avvertenze

Il suo impiego è controindicato ai fumatori e a chi ha smesso di fumare da meno di sei mesi.

Prima dell’assunzione è importante rendere edotto il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco, ad alimenti o ad altre sostanze

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti per il passato

se si soffre (o si è sofferto in pregresso) di malattie renali, epatiche o polmonari

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

Ezetimibe

Ezetimibe

 

S’impiega principalmente nel trattamento del colesterolo alto.

 

Che cos’è l’ezetimibe?

Riduce la quantità di colesterolo assorbita dall’organismo.

 

Come si assume l’ezetimibe?

Si somministra per via orale; talvolta insieme ad altri farmaci per ridurre il colesterolo.

La sua assunzione deve avvenire contestualmente ad un adeguato programma alimentare e di attività fisica.

 

Effetti collaterali dell’ezetimibe

In rari casi i farmaci per abbassare il colesterolo possono condurre alla perdita dei muscolo scheletrico, aumentando in tal modo il rischio di insufficienza renale.

 

Fra gli altri suoi possibili effetti indesiderati si possono includere:

intorpidimenti o pizzicore

stato di depressione

naso chiuso o che cola

sintomi di un raffreddore

dolore alla schiena o dolore a livello articolare

tosse

lieve mal di stomaco

scariche di diarrea

sensazione di stanchezza

mal di testa

capogiri

 

È bene rivolgersi subito ad un medico in caso di:

rash

orticaria

prurito

difficoltà a respirare

senso di pesantezza, oppressione o dolore al petto

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

debolezza, sensibilità o dolori muscolari insoliti

feci color argilla

ittero

pancreatite

febbre, mal di gola e mal di testa associati a grave rash cutaneo, vesciche e desquamazione dell’epidermide

senso di nausea

male allo stomaco

febbriciattola

calo dell’appetito

urine scure

 

Controindicazioni e avvertenze

Non dovrebbe essere assunta contemporaneamente a colestiramina, colestipolo o colesevelam: è necessario aspettare almeno 4 ore dopo aver assunto uno di questi farmaci, oppure assumerla almeno 2 ore prima di questi medicinali.

Non deve essere altresì assunta unitamente a fenofibrato o statine.

Prima della cura è importante informare il medico:

circa la presenza di allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, ad altri farmaci, ad altre sostanze o ad alimenti

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato, citando in particolare colestiramina, colestipolo, colesevelam, gemfibrozil, steroidi e ormoni (inclusa la pillola anticoncezionale), ciclosporina e anticoagulanti

se si soffre (o si ha sofferto) di malattie renali o disturbi alla tiroide

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

 

Prima di osservare miglioramenti nel livello di colesterolo potrebbero essere necessarie almeno 2 settimane di trattamento.

Fenofibrato

Fenofibrato

 

S’impiega per ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue ed al fine di aumentare quelli di HDL (high-density lipoprotein, il cosiddetto “colesterolo buono”).

 

Che cos’è il fenofibrato?

Esso velocizza il naturale processo di rimozione dall’organismo del colesterolo.

 

Come si assume il fenofibrato?

Si somministra per via orale (sotto forma di capsule o compresse). Di solito deve essere assunto una volta al dì.

Può essere assunto da solo o in combinazione con altri farmaci.

Di solito il medico prescrive un dosaggio iniziale che può in seguito essere modificato in base alla risposta al trattamento.

 

Effetti collaterali del fenofibrato

Fra i suoi possibili effetti indesiderati si possono includere:

stato di costipazione

scariche di diarrea

bruciore allo stomaco

dolori alla schiena, a un braccio o alle gambe

mal di testa

 

È importante ricorrere subito alle cure di un medico in caso di:

rash

orticaria

prurito

difficoltà a respirare

senso di pesantezza o oppressione al petto

gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua

debolezza

dolore o sensibilità a livello muscolare

dolore articolare

stato febbrile

cute che si desquama o con vesciche

dolore alla parte alta della schiena (fra le scapole o sotto alla spalla destra)

dolore allo stomaco, soprattutto se alla parte alta a destra

senso di nausea

conati di vomito

arrossamento, gonfiore, dolore, sensibilità o calore a livello di una gamba

fiato corto

dolorosa respirazione

sangue nell’espettorato

 

Controindicazioni e avvertenze

Prima di assumerlo è importante rendere edotto il medico:

circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco, ad alimenti o ad altre sostanze

dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti in passato (in particolare colchicina, diuretici, betabloccanti, anticoagulanti, inibitori della HMG-CoA reduttasi, terapia ormonale sostitutiva o contraccettivi ormonali e farmaci immunosoppressori)

se si soffre (o si è sofferto in pregresso) di malattie ai reni, al fegato o alla cistifellea, diabete o ipotiroidismo

se si bevono grandi quantità di alcolici (o se ne siano bevute nel passato)

in caso di donne gravide o in fase di allattamento

 

In caso di trattamento con resine sequestranti gli acidi biliari è opportuno assumerle un’ora dopo o 4-6 ore prima del fenofibrato.