Il fumo rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la salute dell’apparato respiratorio e dell’organismo nel suo complesso. A richiamare l’attenzione su questo tema è il dott. Gregorio De Leo, chirurgo toracico di Humanitas Istituto Clinico Catanese, che sottolinea quanto il consumo di tabacco soprattutto oggi abbia un impatto importante anche nelle fasce più giovani.
Parlare di prevenzione, abitudini corrette e consapevolezza dei rischi, diventa quindi fondamentale.
“Il fumo può essere immaginato come una sorta di acido versato nell’albero respiratorio ogni volta che si accende una sigaretta”, spiega il dott. De Leo. Un’immagine forte, che aiuta a comprendere come il danno non riguardi soltanto il singolo gesto, ma possa sommarsi nel tempo.
Fumo e giovani: un rischio da non sottovalutare
Uno degli aspetti più delicati riguarda l’età in cui si comincia a fumare. Iniziare presto, infatti, aumenta il rischio di sviluppare patologie oncologiche.
“Un ragazzo che inizia a fumare a 15 anni ha un rischio di sviluppare una patologia oncologica tre volte superiore rispetto a chi inizia più tardi”, spiega De Leo. “È importante dunque che i giovani comprendano che si tratta di un rischio reale e tangibile”.
E il tema non riguarda solo le sigarette tradizionali. Anche sigarette elettroniche, aerosol con nicotina e tabacco a bassa combustione sono alla base del problema. Le sostanze tossiche possono infatti essere comunque presenti e la dipendenza può svilupparsi anche con modalità di consumo diverse.
“Nel caso del tabacco a bassa combustione – spiega il dott. De Leo – si riducono alcune sostanze legate alla combustione ad alta temperatura, ma possono aumentare altre sostanze rilasciate dalla combustione lenta, tra cui nicotina, benzene e alcune sostanze cancerogene”.
La prevenzione primaria e le patologie legate al fumo
Nel tumore del polmone, la prevenzione primaria ha un ruolo fondamentale. Significa agire prima che la malattia si presenti, intervenendo sui fattori di rischio, a partire dal fumo.
“La prevenzione secondaria è più complessa, perché le campagne che hanno dimostrato efficacia, come quelle con TAC a bassa intensità, sono rivolte soprattutto a forti fumatori o a soggetti con rischio respiratorio”.
Il fumo, inoltre, non è collegato soltanto al tumore del polmone. Può incidere anche su patologie cardiovascolari e respiratorie: rischio coronarico, infarto, arteriopatie, aneurismi dell’aorta, bronchiti croniche, enfisema e altre malattie che compromettono progressivamente il parenchima polmonare.
Nel caso specifico del tumore del polmone, il fumo incide in circa il 50% delle morti attribuibili al fumo durante l’anno.
Chirurgia toracica: tecniche sempre meno invasive
Oggi, accanto alla prevenzione, anche la chirurgia toracica ha beneficiato dell’evoluzione tecnologica. Quando il percorso di cura richiede un trattamento chirurgico, le tecniche oggi disponibili permettono un approccio molto diverso rispetto al passato.
“La chirurgia toracica di oggi non è più quella di anni fa”, spiega il dott. De Leo. “In Humanitas Istituto Clinico Catanese abbiamo a disposizione tecniche mini-invasive, come la videotoracoscopia, sviluppata anche con visione tridimensionale. Questo permette al chirurgo di lavorare con maggiore precisione, grazie al senso di profondità, anche negli interventi più complessi”.
Le tecniche mini-invasive vengono utilizzate in ambito chirurgico per affrontare la patologia toracica con un approccio meno invasivo rispetto al passato. Sul piano diagnostico, invece, per lo studio del mediastino può essere utilizzato l’Ebus, che permette di eseguire accertamenti senza incisioni chirurgiche, attraverso le vie aeree.
La riduzione del dolore post-operatorio contribuisce ad abbreviare i tempi di degenza e favorisce un ritorno più rapido alla normalità, rendendo meno pesante per il paziente le fasi successive all’intervento.

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