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Tumore al seno, diagnosi precoce e controlli regolari: il ruolo della prevenzione

Il tumore al seno è la neoplasia più frequentemente diagnosticata nella vita di una donna. Un dato che conferma quanto la prevenzione senologica rappresenti uno strumento fondamentale per intercettare la malattia in fase iniziale e migliorare le possibilità di cura.

A sottolinearlo è la dott.ssa Alessandra Chiarenza, medico specialista in Radiodiagnostica del Servizio di Diagnostica Senologica di Humanitas Istituto Clinico Catanese, di cui è responsabile il dott. Francesco Pane.

“La diagnosi precoce è ciò che negli anni ha contribuito ad aumentare la sopravvivenza delle pazienti”, spiega la dott.ssa Chiarenza. “Secondo gli ultimi dati, le donne a cui viene diagnosticato un tumore al seno hanno una sopravvivenza a 5 anni dell’88%. Questo risultato è reso possibile proprio dalla capacità di individuare la malattia in fase precoce”.


Ecografia e mammografia: quando iniziare i controlli

Gli strumenti principali della diagnostica senologica sono ecografia mammaria e mammografia, esami di primo livello che vengono indicati in base all’età e al profilo di rischio della paziente.

Nelle donne senza fattori di rischio personali, al di sotto dei 40 anni la prevenzione viene generalmente effettuata con l’ecografia mammaria, di solito a partire dai 25 anni. Dai 40 anni in avanti, invece, entra in gioco la mammografia bilaterale, considerata il gold standard per la diagnosi precoce del tumore al seno.

Il percorso può cambiare per le pazienti considerate ad alto rischio, cioè con una probabilità maggiore rispetto alla popolazione generale di sviluppare un tumore alla mammella. “In questi casi la mammografia può essere eseguita già a partire dai 35 anni”, precisa la dott.ssa Chiarenza.

Un aspetto importante riguarda anche la corretta informazione. Molte pazienti arrivano alla visita con timori legati alla mammografia, che riguardano in particolare l’esposizione alle radiazioni o il possibile dolore durante l’esame.

“È fondamentale rassicurare le pazienti sulla sicurezza della mammografia”, spiega la dott.ssa Chiarenza. “La compressione della mammella dura pochissimo e l’esame utilizza radiazioni a basso dosaggio. I benefici della mammografia, in termini di prevenzione e diagnosi precoce, sono molto importanti”.


Prevenzione senologica: perché non aspettare i sintomi

Uno degli errori più frequenti è rimandare i controlli in assenza di sintomi. La prevenzione, invece, ha proprio l’obiettivo di individuare lesioni non palpabili, che non hanno ancora dato segnali evidenti.

“Non bisogna pensare: non ho dolore, non sento niente, quindi non mi controllo”, sottolinea la dott.ssa Chiarenza. “Il nostro obiettivo è trovare eventuali lesioni quando sono ancora non palpabili e quindi il più precoci possibile”.

Negli ultimi anni, anche grazie a una maggiore attenzione alla prevenzione, si osserva un cambiamento importante. Sempre più spesso vengono individuate lesioni piccole, non palpabili, invece di tumori già associati a tumefazioni evidenti o sintomi più avanzati.

A questa attenzione si affianca anche il ruolo dell’autopalpazione e dell’autoconsapevolezza del proprio corpo. Tra un controllo annuale e l’altro, notare un cambiamento o qualcosa di insolito deve portare ad anticipare la valutazione specialistica, senza attendere la scadenza del controllo successivo.

L’invito, quindi, è a mantenere una regolarità nei controlli e a non legare la prevenzione alla presenza di un disturbo: l’obiettivo è individuare eventuali alterazioni quando sono ancora piccole e non palpabili.

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