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Follow-up oncologico e il ruolo della TAC Total Body nei controlli

Negli ultimi anni la radiologia ha conosciuto un’importante evoluzione, grazie allo sviluppo delle tecnologie diagnostiche, alla Ricerca e all’esperienza maturata nella pratica clinica quotidiana. Un progresso particolarmente rilevante anche nel percorso dei pazienti oncologici, dove gli esami di imaging consentono di acquisire informazioni utili per valutare lo stato della malattia e seguirne l’andamento nel tempo.

Tra gli esami utilizzati in questo ambito c’è la TAC Total Body, che permette di studiare nella stessa seduta diversi distretti corporei. A spiegarne il ruolo è la dott.ssa Francesca Maria Giudice, medico specialista in Radiologia del Servizio di Radiologia di Humanitas Istituto Clinico Catanese.

“In Humanitas Istituto Clinico Catanese ogni giorno accogliamo numerosi pazienti che si sottopongono a diverse indagini strumentali. Tra queste, la TAC Total Body riveste un ruolo importante nel percorso dei pazienti oncologici”.


Come si svolge la TAC Total Body

La TAC Total Body consente di esaminare diversi distretti corporei, tra cui encefalo, collo, torace e addome. Nel corso della stessa seduta l’esame viene effettuato inizialmente in condizioni di base, senza mezzo di contrasto, e successivamente dopo la somministrazione per via endovenosa di mezzo di contrasto iodato.

“Il mezzo di contrasto ci permette di definire con maggiore precisione lo stato della patologia e di valutare l’efficacia dei trattamenti”, spiega la dott.ssa Giudice.

L’acquisizione delle immagini viene eseguita dal tecnico di radiologia e ha, complessivamente, una durata di circa cinque minuti. Successivamente le immagini vengono analizzate dal medico radiologo, che procede alla loro interpretazione e alla stesura del referto.

Il Servizio di Radiologia di Humanitas Istituto Clinico Catanese dispone di strumentazione dedicata alle diverse metodiche diagnostiche, tra cui la TC per lo studio dei differenti distretti corporei.


Follow-up oncologico e controllo dell’evoluzione della malattia

Il confronto tra gli esami effettuati nel tempo permette al radiologo di valutare l’andamento della patologia e di definirne lo stato, distinguendo tra stabilità, regressione o eventuale evoluzione.

Anche la frequenza dei controlli non è uguale per tutti. Il follow-up può essere programmato a 3, 6 o 12 mesi, secondo una cadenza stabilita dal team multidisciplinare sulla base del percorso del singolo paziente.

“La multidisciplinarietà consente di definire tempi di controllo adeguati e di mantenere una sorveglianza attiva nel tempo”, conclude la dottoressa.

La TAC Total Body rappresenta quindi uno degli strumenti utilizzati per accompagnare il paziente oncologico durante il percorso di cura, consentendo di verificare nel tempo l’evoluzione della malattia e la risposta ai trattamenti attraverso controlli sempre più precisi, rapidi e sicuri.

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