Lesioni preneoplastiche del collo dell’utero e loro trattamento

La patologia tumorale della cervice uterina è preceduta da lesioni precancerose definite CIN (Cervical Intraepitelial Neoplasia) e fa riferimento, quindi, ad un gruppo di lesioni epiteliali della cervice (displasie) caratterizzate da alterazioni morfologiche ed istologiche che non oltrepassano la membrana basale. E’possibile distinguere tra:

  • CIN 1 (displasia lieve in cui le atipie cellulari sono solo limitate al 1/3 inferiore dell’epitelio)
  • CIN 2 (displasia moderata, in cui le atipie cellulari comprendono i 2/3 dell’epitelio)
  • CIN 3 (displasia grave e Ca in situ che interessa a tutto spessore l’epitelio senza però superare i confini della membrana basale. Quando, invece, la membrana basale viene superata si parla di carcinoma invasivo e non più di displasia).

Attualmente viene adottata la dizione SIL (Lesione Intraepiteliale Squamosa), introdotta dalla nuova classificazione del pap-test (Classificazione di Bethesda).

Le lesioni intraepiteliali squamose (SIL) si distinguono in:

  • SIL di basso grado (Low-SIL) che comprende il CIN 1 (displasia lieve)
  • SIL di alto grado (High-SIL) che comprende il CIN 2 (displasia moderata) ed il CIN 3 (displasia grave).

Tali lesioni sono suscettibili, in una certa misura, di regressione spontanea che è ovviamente maggiore per le displasie lievi. La progressione è prevista nell’1% dei casi di displasia lieve, nel 5% dei casi di displasia moderata e nel 12% dei casi di displasia severa (carcinoma in situ).

Le lesioni CIN sono più frequenti nelle donne giovani.

Una lesione di alto grado (High-SIL) è diagnosticata in donne tra i 25 ed i 35 anni mentre il cancro invasivo è più comunemente diagnosticato in età >40 anni, dopo 8-13 anni dalla diagnosi di lesioni di alto grado. Ciò implica la necessità di una diagnosi precoce e, conseguentemente, un trattamento di queste lesioni.

In questa fase, in cui si evidenzia un’anormalità citologica, assume importanza diagnostica, oltre al pap-test e all’HPV-test, l’esame di colposcopia che permette di valutare:

  • la topografia della lesione cervicale (la cosiddetta <zona di trasformazione>)
  • i suoi rapporti con la giunzione squamocolonnare e la sua estensione eso-endocervicale
  • la sede mirata della biopsia
  • il tipo ed il modo di un eventuale trattamento ottimale

Oggi, infatti, non è più ammissibile un trattamento mirato della zona di trasformazione anormale senza l’opportuna guida colposcopica.

Grazie alle migliorate conoscenze della storia naturale delle lesioni CIN ed allo sviluppo della colposcopia, si è passati da un trattamento chirurgico di isterectomia totale od amputazione del collo uterino, ad interventi sempre più conservativi, di “sparing” di tessuto cervicale allo scopo di mantenere l’integrità anatomica della portio in funzione anche dell’outcome della gravidanza successiva.

Due sono i tipi di trattamento conservativo:

  • trattamento distruttivo o ablativo (il tessuto patologico è distrutto)
  • trattamento escissionale (il tessuto patologico viene asportato ed esaminato dall’istologo)

Metodi distruttivi

  • Diatermocoagulazione
  • Crioterapia
  • Vaporizzazione mediante laserCO2

Tecniche escissionali

  • Electrosurgical excision procedute (LLETZ/LEEP- ansa diatermita)
  • Laserconizzazione (metodica che utilizza il raggio laser in funzione di taglio)
  • Conizzazione a lama fredda

L’obiettivo del trattamento è di eliminare le lesioni potenzialmente evolutive (CIN2-CIN3) e, di conseguenza, ridurre la mortalità per neoplasie invasive.

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