Proteggere la propria pelle dai raggi del sole è importante 365 giorni all’anno, ma lo è ancora di più con l’arrivo dell’estate. Bastano poche, ma fondamentali attenzioni per evitare che la luce del sole faccia dei danni alla nostra pelle: applicare correttamente la protezione solare, evitare le ore più calde e non sottovalutare l’effetto dei raggi ultravioletti anche in condizioni che sembrano meno rischiose, quali per esempio la permanenza in spiaggia sotto il solleone ma apparentemente protetti da un ombrellone.
“La protezione solare deve essere applicata sempre, va considerata la nostra compagna quotidiana”, spiega la dott.ssa Maria Concetta Gioia, responsabile della Dermatologia di Humanitas Istituto Clinico Catanese.
Protezione solare e orari da evitare
Durante la giornata è opportuno evitare l’esposizione nelle ore più calde, in particolare dalle 12 alle 16.
La crema solare deve essere riapplicata almeno ogni due ore. Bagni, docce, sudorazione e contatto con il telo possono ridurne la presenza sulla pelle, anche quando si utilizzano prodotti resistenti all’acqua.
Stare in spiaggia sotto l’ombrellone anche nelle ore più calde non ci può far sentire sicuri. Stare all’ombra non significa infatti essere completamente protetti dai raggi ultravioletti, perché la rifrazione può comunque interessare l’epidermide e fare dei danni.
Anche il cielo nuvoloso non deve trarre in inganno, come spiega la la dott.ssa Gioia: “Non bisogna dire: tanto è nuvoloso e non mi brucio. L’ultravioletto passa finché c’è luce, anche se il cielo è coperto di nuvole, quindi la protezione deve essere costante durante tutte le ore della giornata”. Nessuna eccezione dunque.
Sole e pazienti oncologici
Il sole, purché vengano rispettate alcune semplici regole, fa bene anche ai pazienti che stanno seguendo una terapia oncologica. Da prediligere le prime ore della mattina, non rimanendo al sole oltre alle undici, oppure scegliendo di esporsi nel corso del pomeriggio, non prima delle 17.
È importante usare sempre creme di protezione, occhiali da sole e, nei casi in cui sia necessario, indumenti adeguati a proteggere la pelle dall’aggressione dei raggi ultravioletti.
“Il paziente oncologico deve prendere il sole. Deve stare al sole, bastano questi accorgimenti per poterlo fare in totale sicurezza”, precisa la dott.ssa Gioia che, in riferimento al pazienti sottoposti a Radioterapia, aggiunge “in questo caso occorre prestare maggiore attenzione perché spesso i pazienti che si stanno sottoponendo ad un ciclo di radioterapia presentano una iper pigmentazione della sede trattata, e quindi una particolare sensibilità. In questo caso oltre a raccomandare l’utilizzo di una protezione alta, il suggerimento è quello di ridurre il tempo di esposizione al sole”.
Dopo il sole: idratazione e detersione delicata
Dopo l’esposizione solare è opportuno utilizzare creme doposole o creme idratanti, per aiutare a ripristinare il film idrolipidico della pelle.
Questa attenzione è ancora più importante nei pazienti oncologici, che possono presentare una pelle particolarmente sottile, xerotica o danneggiata.
“È opportuno ristabilire sempre il film idrolipidico mediante creme idratanti. Fondamentale è anche la detersione con oli, per evitare che i tensioattivi contenuti nei detergenti schiumogeni possano complicare ulteriormente la xerosi già esistente”, spiega la Gioia.
Il sole, quindi, non va escluso, ma gestito con attenzione.
“Esiste il sole buono ed è indispensabile prenderlo. Basta seguire poche, ma importanti, regole”, conclude la specialista.

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