La mappatura dei nei, o nevi in linguaggio medico, permette di valutare le caratteristiche dei nei e di individuare eventuali segnali di rischio.
“Si tratta di una metodica diagnostica non invasiva che ci consente di porre diagnosi di benignità o malignità a carico di un nevo”, spiega la dott.ssa Maria Concetta Gioia, responsabile della Dermatologia di Humanitas Istituto Clinico Catanese.
Un esame che viene effettuato attraverso il dermatoscopio, strumento dotato di un’ottica fissa che permette di osservare i criteri morfoscopici del nevo. In questo modo è possibile valutarne forma, struttura e caratteristiche, distinguendo le lesioni che non presentano elementi sospetti da quelle che richiedono maggiore attenzione.
Ogni quanto fare la mappatura
In assenza di caratteristiche particolari, la mappatura dei nevi dovrebbe essere eseguita almeno una volta all’anno.
Diverso è il caso per chi presenta sulla pelle numerosi nevi, oppure ancora nevi considerati a rischio o quando si è in presenza di familiarità per melanoma. In queste situazioni, il controllo va programmato in base alla valutazione dello specialista e, se necessario, ripetuto più volte l’anno, come racconta la dott.ssa Gioia: “In questi casi la valutazione sulla frequenza con la quale bisogna sottoporsi alla mappatura, va stabilita di volta in volta a seconda di quello che viene osservato. Il periodo di follow-up può variare da pochi mesi fino a un anno”.
I segnali da non sottovalutare
Avere consapevolezza del proprio corpo è fondamentale. Alcuni cambiamenti infatti devono spingere a rivolgersi allo specialista per una valutazione dermatologica. In particolare, è importante prestare attenzione a un nevo che si modifica improvvisamente, aumenta di dimensioni, cambia colore o diventa pruriginoso.
“Sono tutti campanelli d’allarme, che ci invitano all’attenzione e che ci dicono che bisogna rivolgersi ad uno specialista senza procrastinare una visita”, spiega la dott.ssa Gioia.
Quando si parla di mappatura dei nevi si parla dunque di prevenzione secondaria, visto che la valutazione avviene tramite un’apparecchiatura dermatoscopica che permette di individuare eventuali alterazioni.
Accanto a questa fase, resta fondamentale la prevenzione primaria, cioè l’insieme dei comportamenti utili a proteggere la pelle, a cominciare da una serie di buone abitudini che vanno messe in campo quando ci si espone al sole.

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