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Tumore del colon-retto, i sintomi da riconoscere e l’importanza della diagnosi precoce

Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più frequenti. Con il termine neoplasia si indica una proliferazione anomala di cellule, che può essere benigna o maligna. Secondo ii dati, in Italia sono state stimate circa 45.000 nuove diagnosi di tumore del colon-retto all’anno.

A parlarne è il dott. Marco Santangelo, medico specialista in Chirurgia Generale dell’Unità Operativa di Chirurgia Oncologica Addominale I di Humanitas Istituto Clinico Catanese, che si occupa delle patologie neoplastiche dell’apparato digerente e, in particolare, anche delle neoplasie colo-rettali.

“Avere un tumore del colon-retto non significa avere una malattia incurabile”. Un messaggio importante, al quale si affianca la necessità di riconoscere eventuali segnali e di non sottovalutare i cambiamenti che possono comparire.


Tumore del colon-retto: quali sono i sintomi da non sottovalutare

Tra i possibili campanelli d’allarme ci sono la presenza di sangue rosso o scuro nelle feci, cambiamenti improvvisi delle abitudini intestinali, come stitichezza o diarrea persistenti oppure l’alternanza delle due condizioni. Un altro segnale può essere il tenesmo, cioè la sensazione di non aver completato l’evacuazione.

Anche una stanchezza insolita può meritare attenzione, soprattutto quando è associata a un’anemia per la quale non è immediatamente individuabile una causa.

“Questi sintomi possono farci sospettare che qualcosa debba essere approfondito, ma la loro presenza non significa necessariamente avere un tumore del colon-retto”, spiega il dott. Santangelo. “Spesso possono essere legati anche a patologie benigne”.

Allo stesso tempo, nelle fasi iniziali la malattia può essere completamente asintomatica. È proprio questa possibilità a rendere importante la prevenzione e, nelle fasce di popolazione interessate, l’adesione ai programmi di screening.


Sangue occulto nelle feci e colonscopia, quando approfondire

In presenza di sintomi o cambiamenti persistenti, il primo passo è parlarne con il proprio medico, che potrà valutare gli accertamenti più appropriati. Tra gli esami utilizzati ci sono la ricerca del sangue occulto nelle feci e, quando indicata, la colonscopia, che permette di osservare direttamente l’interno del colon.

La ricerca del sangue occulto ha inoltre un ruolo centrale nella prevenzione. In Sicilia il programma organizzato di screening del tumore del colon-retto è rivolto a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni e prevede il test del sangue occulto nelle feci con cadenza biennale. Si tratta di un programma di prevenzione secondaria rivolto alla popolazione senza sintomi, con l’obiettivo di individuare eventuali alterazioni prima che la malattia dia manifestazioni cliniche.

Anche le farmacie convenzionate sono coinvolte nel programma regionale: nel 2026 la Regione Siciliana ha confermato la partecipazione delle farmacie agli screening oncologici. Nell’ambito del programma, il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci è gratuito per la popolazione target e il kit può essere ritirato nelle farmacie aderenti, secondo le modalità previste dall’ASP di riferimento.

Screening e attenzione ai sintomi svolgono quindi due ruoli diversi ma complementari: il primo permette di cercare la malattia anche quando non dà segnali, mentre la comparsa di disturbi deve portare a confrontarsi con il medico senza attendere il successivo appuntamento di prevenzione.

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