I papilloma virus appartengono a una famiglia numerosa di DNA virus in grado di infettare diverse specie animali tra cui anche l’uomo, formando quindi l’Human Papilloma Virus (HPV). Insieme al Dott. Nazario Benedetto Cassaro, Medico Specialista in Ginecologia ed Ostetricia dell’Unità Operativa di Chirurgia Oncologica di Humanitas, vediamo cos’è l’HPV ed in cosa consiste la sua diagnosi.

Cos’è l’infezione da HPV?

L’infezione da HPV è un’infezione a trasmissione sessuale a cui la maggior parte delle donne sessualmente attive va incontro nell’arco della propria vita. Nel 90% dei casi di infezione, l’HPV viene eliminato spontaneamente dal sistema immunitario entro circa dodici/ventiquattro mesi, soprattutto nelle donne giovani. Solo in un numero ristretto di casi, l’HPV può persistere e, in presenza di altri fattori (ad esempio il deficit del sistema immunitario, l’uso di contraccettivi e il fumo), il DNA del virus può integrarsi con il genoma della cellula determinando lesioni cellulari che, se non adeguatamente diagnosticate e trattate, possono evolvere a cancro.

Esistono diverse tipologie di HPV?

Nella specie umana esistono diversi tipi di HPV: il gruppo di HPV a basso rischio ed il gruppo degli HPV ad alto rischio. I genotipi di HPV a basso rischio, tra cui i più importanti il 6 e l’11, sono responsabili dell’insorgenza di lesioni benigne come verruche e condilomi cutanei. I genotipi ad alto rischio, tra cui il 16 e il 18, sono invece responsabili dell’insorgenza di lesioni preneoplastiche e neoplastiche a carico del collo dell’utero, l’organo più suscettibile all’infezione da HPV. I genotipi ad alto rischio possono anche essere responsabili dell’insorgenza di altre lesioni preneoplastiche e neoplastiche a carico della vulva, della vagina, dell’ano e di carcinoma del rene nell’uomo.

Come si diagnostica l’HPV?

Le lesioni HPV correlate del collo dell’utero sono asintomatiche pertanto la loro diagnosi viene fatta con l’utilizzo del pap test, per evidenziare l’eventuale presenza di anomalie cellulari, e dell’HPV-test che, a sua volta, ci permette di evidenziare la presenza di genotipi ad alto rischio. Per la diagnosi delle lesioni HPV correlate è importante eseguire anche la colposcopia, un esame diagnostico che permette di visualizzare le lesioni sospette sul collo dell’utero e di eseguire un prelievo bio-ottico. La colposcopia diventa così uno strumento importante per evidenziare eventuali lesioni sospette, le cosiddette zone di trasformazione anormale su cui può essere utile eseguire la biopsia, irrinunciabile nell’iter diagnostico delle lesioni HPV correlate.