La menopausa è una fase fisiologica della vita della donna. Un passaggio al quale giungono tutte le donne, che però può portare a cambiamenti fisici, emotivi e metabolici importanti, ma che oggi può essere affrontato con maggiore consapevolezza, grazie al confronto con il ginecologo e a percorsi sempre più personalizzati.
Si parla di menopausa quando le mestruazioni sono assenti da almeno 12 mesi. Il periodo che la precede può durare anche alcuni anni e viene definito pre-menopausa, mentre la fase successiva è la post-menopausa.
A spiegarlo è la dott.ssa Giuseppina Trombetta, medico ginecologo presso l’Unità Operativa di Ginecologia (responsabile dott. Fabio Ciancio) e l’Ambulatorio per la Menopausa di Humanitas Istituto Clinico Catanese.
“In genere alla menopausa si arriva tra i 45 e i 55 anni”, spiega la dott.ssa Trombetta. “Se compare prima dei 45 anni si parla invece di menopausa precoce. Ci sono anche dei casi in cui può essere indotta da farmaci o legata a particolari condizioni cliniche”.
La menopausa non riguarda soltanto la fine del ciclo mestruale. La riduzione degli estrogeni può avere effetti su diversi organi e sistemi, dal cuore alle ossa, fino al metabolismo cutaneo, con sintomi che possono variare molto da donna a donna.
Sintomi, cambiamenti e qualità di vita
Vampate, alterazioni del sonno, cambiamenti dell’umore, disturbi della sfera intima, modificazioni del metabolismo e della densità ossea possono incidere sulla quotidianità, in una fase in cui molte donne sono ancora pienamente attive nella vita professionale, familiare e sociale.
“La carenza di estrogeni non agisce solo a livello ovarico”, sottolinea la dott.ssa Trombetta. “Può coinvolgere il sistema cardiocircolatorio, la densità ossea, la cute e determinare una sintomatologia più o meno severa, che in alcune donne può incidere in modo importante sulla qualità della vita”.
Per questo il confronto con il ginecologo è fondamentale. La donna deve poter raccontare senza imbarazzo i sintomi che avverte, anche quelli che in passato venivano spesso taciuti o considerati un tabù. Negli ultimi anni, anche grazie a una maggiore divulgazione, la menopausa viene affrontata con più consapevolezza e con meno reticenza.
“Non dobbiamo parlare di declino o di sopravvivenza, ma di un nuovo inizio”, spiega la dott.ssa Trombetta. “Una fase da vivere con maggiore consapevolezza e libertà, cercando di rendere i sintomi meno severi e meno condizionanti”.
Controlli e terapie personalizzate in menopausa
Non esiste un’unica risposta valida per tutte le donne che entrano in questa nuova fase della vita. La valutazione ginecologica parte dall’ascolto della paziente, da un’anamnesi accurata e, quando indicato, da esami di approfondimento come esami del sangue, mammografia e MOC. In alcuni casi può essere utile anche il coinvolgimento di altre figure specialistiche, come cardiologo, ortopedico, dermatologo o nutrizionista.
“Le terapie devono essere cucite addosso alla donna. Oggi si parla di terapie taylor made”, spiega la dott.ssa Trombetta. “Ogni paziente presenta sintomi, bisogni e condizioni diverse. Il ruolo del ginecologo è proprio quello di individuare, insieme alla donna, il percorso più adatto”.
Tra le possibilità terapeutiche può esserci la terapia ormonale sostitutiva, che però non è indicata per tutte e deve essere valutata considerando sempre rischi e benefici. Per esempio, per le donne che non possono assumerla esistono altre opzioni, dai modulatori dei recettori estrogenici ad alcuni prodotti di origine naturale, fino agli interventi sullo stile di vita.
Anche alimentazione e attività fisica hanno un ruolo importante. Una dieta equilibrata, ricca di vitamina D e calcio, povera di grassi saturi e zuccheri, può contribuire a proteggere cuore, arterie e salute ossea. Allo stesso tempo, mantenere un’attività fisica regolare aiuta a sostenere il metabolismo e la densità delle ossa. Il primo passo resta comunque parlarne. “La paziente non deve avere paura di dire nulla al ginecologo”, conclude la dott.ssa Trombetta. “Serve empatia, perché dal dialogo emergono i sintomi e da quei sintomi si costruiscono gli strumenti per accompagnare la donna in questa fase della vita. Ed è con questo spirito che in Humanitas Istituto Clinico Catanese abbiamo dato vita ad un ambulatorio dedicato, voluto dal nostro responsabile dott. Fabio Ciancio”.
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